5 Dicembre 2016

Oggi, Lunedì 5 Dicembre, è passato dal centro il nostro amico di vecchia data Mario Arispici, un medico veterinario. Ha insegnato patologia ed anatomia patologica veterinaria all’Università di Pisa (1975 – 2008)  e dal 1977 al 1985 anche all’Università Nazionale Somala dì Mogadiscio.
Ora, in pensione, si occupa di cooperazione umanitaria con l’associazione Jimuel – Internet Medics for Life ( http://www.jimuel.org/chi-siamo/ ).
Mario ( detto Mauro) è venuto al centro a ritirare un po’ di  medicinali per Mulot ed Eldoret (Kenya) dove i disagi climatici ed altri creano continui problemi per la salute specialmente dei bambini.
In Somalia è attivo fin dal 1987 il suo collega di cooperazione universitaria (ma geologo) Elio Sommavilla, ed è proprio di lui che Mauro e il nostro Presidente Massimo parlavano oggi al centro.
Don Elio Sommavilla è un sacerdote – geologo moenese che da anni spende la sua vita e la sua intelligenza a favore delle popolazioni del Basso Shabelle. Dal 1987 opera nel sud della Somalia con l’associazione “Acqua per la vita”(Water for life). I settori d’intervento sono da un lato la costruzione e gestione di scuole e programmi formativi per bambini e adulti, dall’altro la realizzazione di opere idrogeologiche (pozzi e canali). Nel 2008 l’associazione “Acqua per la vita” è stata insignita del premio internazionale Alexander Langer. Don Elio è conosciuto anche come guida e punto di riferimento organizzativo, culturale e professionale di una comunità di orfani della guerra civile del ’92.
Decine di migliaia sono i giovani che si istruiscono nelle scuole da lui create, centinaia di migliaia i contadini che hanno il vitale accesso all’acqua grazie alle strutture di Water for Life. E centinaia sono i volontari che, in Trentino e nel resto d’Italia, sostengono la sua, benemerita, associazione.
Sommavilla non può, europeo e per di più prete, restare nella Somalia di oggi, devastata dall’estremismo islamico; eppure  dal Kenya, a Nairobi riesce ugualmente ad operare, come riportato da un articolo a lui dedicato su “QuestoTrentino” nel 2014; raggiunto telefonicamente dal giornalista Sommavilla fa sapere che “ se pur con difficoltà, l’attività continua. Grazie a una scelta che si è rivelata preveggente, avevamo accolto e cresciuto i bambini rimasti orfani nella guerra civile del ‘91-’92; ora, da adulti, sono diventati la colonna della nostra attività, gestendo la Ong locale ‘Ayuub’ non più solo come partner di Water for Life, ma anche di Unicef e Fao, dalle quali sono molto apprezzati”, e anche “certo, l’obiettivo era fin dall’inizio rendere le comunità locali autonome, dando la lenza al posto del pesce, anzi, meglio ancora, la capacità di costruirla. È un obiettivo che non tutte le associazioni riescono a raggiungere”.

Qui sotto vi riportiamo la lettera che Don Elio Sommavilla ha scritto per questo Natale 2016 :

“Carissimi,
anzitutto una buona notizia: la Somalia è diventata una Confederazione di 5 stati, ciascuno dei quali ha eletto i grandi elettori (14.000 in totale) che voteranno presto per un nuovo parlamento e senato. Ci saranno quindi un presidente e un governo democratici o quasi, ma è almeno un passo verso la pace e la democrazia e, speriamo, verso il superamento del sistema tribale che da 25 anni sta portando disastri. C’è l’impegno formale di arrivare a “un uomo un voto” nel 2020; in questo momento era impossibile anche perché non c’è l’anagrafe.Però c’è anche una notizia molto brutta: gli Shabaab hanno ricuperato nuove energie e tentano di boicottare questo processo, in particolare tagliando le vie di comunicazione con la capitale. Purtroppo la nostra regione, che costituisce un passaggio obbligato da sud, è la più colpita. Da parecchi giorni nessun mezzo può transitare tra Merka e Mogadiscio. Tutta la zona è teatro di guerra e parecchi villaggi sono stati evacuati.Come nei casi di alluvioni o di siccità, il rifugio e la sicurezza di essere accolti e aiutati si chiama Ayuub. E’ lì che si è diretta la maggior parte delle persone in fuga: dentro al villaggio, accolte nelle case, oppure sulle colline sovrastanti, sotto i “rambo”, le acacie che, piantate e annaffiate negli anni ‘90 dai nostri orfani, stanno colonizzando le dune. I particolari che riceviamo in skype ci preoccupano molto. Nel medesimo tempo ci commuovono e rinnovano l’orgoglio per la generosità della comunità di Ayuub: il letto è per chi sta male (a loro basta la stuoia) e nelle famiglie c’è sempre posto attorno all’unico piatto. Anche la mensa è aperta ai nuovi sfollati. L’ufficio delle N.U. per gli interventi umanitari di Nairobi ha promesso di inviare soccorsi, ma, a parte le inevitabili lentezze burocratiche, c’è il grosso problema dei trasporti, interrotti a sud di Mogadiscio. L’esperienza ci dice che i giovani di AYUUB sono in grado di procurare ciò che è più urgente: cibo, acqua e l’assistenza sanitaria, ma per il cibo devono essere sostenuti finanziariamente. Per questo ancora una volta chiediamo una mano a voi, cari amici. Ci incoraggia a farlo la constatazione che in passato il vostro aiuto è sempre andato a buon segno, anzitutto per Ayuub, che è diventato un modello di rinascita per tutto il paese: una comunità che prosegue tenacemente il cammino verso l’autosufficienza. Lo dimostrano anche le novità dell’ultimo anno, che ho la gioia di raccontarvi.Da sei mesi è operativa la “Cooperativa” (stile “don Guetti”, quello che 100 anni fa ha aiutato i nostri nonni in situazioni simili a quelle somale di oggi). Con i guadagni sono già stati concessi i primi microcrediti. E’ stato costruito un nuovo acquedotto, che fornisce acqua corrente anzitutto alla mensa, migliorandone molto l’igiene. E’ stato un banco di prova per le cooperative di artigiani di Ayuub, che hanno anche realizzato (su iniziativa del F.P.S. di Mattarello) un modello di dissalatore solare che potrà risolvere il grave problema dell’acqua salata dei pozzi, sia sulla costa che nelle campagne. L’apparecchio ha un volume di meno di mezzo metro cubo e produce giornalmente una quantità di acqua distillata sufficiente, se si mescola a quella di pozzo, ad ottenere 30-40 litri di acqua dolce. Anche l’artigianato femminile è progredito parecchio con l’introduzione, accanto ai grandi telai riservati ai maschi, dei modelli da tavolo, accolti con entusiasmo dalle ragazze, le quali stanno producendo articoli nuovi, come le sciarpe di lana, molto belle a giudizio di tutti. Vi invitiamo a vedere (l’acquisto sosterrà parecchie famiglie di Ayuub) nel mercatino di Natale a Trento, Via Garibaldi, i giorni 11, 22 e 23 dicembre prossimi. Sono i pochi esemplari che siamo riusciti a portare personalmente, ma in un domani quest’arte antica, che WFL è riuscita ha preservare, potrebbe costituire un introito importante. Forse nella “casetta” potremo anche proiettare immagini che mostrano queste nuove attività.Si sta per concludere felicemente il corso triennale per infermiere, ostetriche e sanitari di base: trenta ragazze, entusiaste e molto impegnate contribuiranno a risolvere i gravi problemi di salute sia della città di Merka che dei villaggi attraverso i centri sanitari affidati ad AYUUB dall’UNICEF, che potranno sensibilmente aumentare. Miglioreranno anche i servizi dell’ospedale di Ayuub, creato e gestito con la collaborazione di “Stella Bianca” di Alessandria. Questi successi hanno rinnovato la voglia di comunità: si stanno infatti organizzando le elezioni per rinnovare l’amministrazione comunale del Villaggio, che era stata messa in sordina nei quasi dieci anni di “governo” degli Shabaab. E’ l’unica istituzione veramente democratica del Centro-Sud della Somalia, e contiamo molto sulla possibilità che il modello faccia scuola. A proposito di scuola, le Elementari e Medie che, aperte 25 fa anni ad Ayuub, si sono trapiantate in 39 villaggi, hanno continuato – nonostante la presenza minacciosa degli Shabaab – a garantire l’educazione di 22.000 bambini e ragazzi nelle campagne, in passato lasciati “ad arte” analfabeti. La vitalità di queste scuole è documentata dallo scambio epistolare con le “gemelle” italiane, prevalentemente trentine: nello scorso anno scolastico ben 1005 email scambiati, in inglese, con domande e risposte, fotografie, disegni, power-point e piccoli documentari. Nonostante il grosso divario in termini di mezzi e di livello degli insegnanti, le scuole somale non fanno brutta figura … La volontà e l’impegno, sia di imparare che di insegnare, sono davvero straordinari. Anche la Scuola Agraria continua la sua missione di preparare i quadri per una nuova agricoltura e per la diffusione della cooperazione tra i piccoli contadini. E’ ovviamente sospeso, a causa della guerra, il progetto di passaggio da scuola tecnica a facoltà universitaria. Purtroppo, per la stessa ragione, in questo momento l’attività nei campi è molto ridotta, e ne è penalizzata economicamente anche la comunità di Ayuub. Siamo molto convinti che la scuola gratuita, quindi accessibile a tutti (il che avviene purtroppo quasi solo nella nostra regione) riduce di molto la spinta all’emigrazione. Senza la guerra e la fame che ne deriva e con la scuola, cioè con la prospettiva di un futuro, sono sicuro che tutti starebbero meglio rimanendo a casa. E’ sintomatico che siano stati molto pochi finora i giovani partiti dalla nostra regione in confronto con il resto del paese.Dobbiamo buona parte di questi risultati, in particolare quello scolastico, alla PAT, ma anche a voi: il vostro contributo è vitale, perché l’associazione deve contribuire alle spese dei progetti, di norma, con il 30% del costo. Nella Provincia e in Voi è riposta la nostra speranza di non veder arrivare i nostri ragazzi e insegnanti con i barconi o di vederli partire ma non arrivare …Un affettuoso augurio di sereno Natale e infinite grazie,

Elio, a nome del Direttivo di Water for Life

1 /12/2016  “

Grazie al nostro amico Mauro per tutte le informazioni che ci ha dato, e per aver condiviso con noi questa preziosa lettera.

In allegato anche il video dell’intervista rilasciata da Don Elio Sommavilla riguardo la brutta vicenda a proposito del caso di Ilaria Alpi che lo ha visto ingiustamente coinvolto.

Il nome del prete trentino compare nella lista dei «mediatori tra mandanti ed esecutori dell’omicidio della giornalista Ilaria Alpi e del cineoperatore Miran Hroavtin», uccisi in Somalia nel 1994.